{"id":1499,"date":"2021-05-14T16:53:53","date_gmt":"2021-05-14T16:53:53","guid":{"rendered":"https:\/\/didaxe.it\/?page_id=1499"},"modified":"2021-05-14T17:23:38","modified_gmt":"2021-05-14T17:23:38","slug":"harry-pauly-di-tosca-cellini","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/didaxe.it\/it\/harry-pauly-di-tosca-cellini","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"1499\" class=\"elementor elementor-1499\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"has_eae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-d7a4f5d elementor-section-stretched elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-eae-slider=\"12724\" data-id=\"d7a4f5d\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\" data-settings=\"{&quot;stretch_section&quot;:&quot;section-stretched&quot;}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"has_eae_slider elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-3506f6d\" data-eae-slider=\"66630\" data-id=\"3506f6d\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b21928a elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"b21928a\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Harry Pauly <br>di Tosca Cellini<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2afa1f5 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"2afa1f5\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img  title=\"\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"https:\/\/didaxe.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Kurt-Gerron6-300x300.png\" class=\"attachment-medium size-medium wp-image-1538\"  alt=\"Kurt-Gerron6-300x300 \"  srcset=\"https:\/\/didaxe.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Kurt-Gerron6-300x300.png 300w, https:\/\/didaxe.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Kurt-Gerron6-100x100.png 100w, https:\/\/didaxe.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Kurt-Gerron6-150x150.png 150w, https:\/\/didaxe.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Kurt-Gerron6-12x12.png 12w, https:\/\/didaxe.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Kurt-Gerron6-24x24.png 24w, https:\/\/didaxe.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Kurt-Gerron6-36x36.png 36w, https:\/\/didaxe.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Kurt-Gerron6-48x48.png 48w, https:\/\/didaxe.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Kurt-Gerron6.png 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-783406a elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"783406a\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-60986b1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"60986b1\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Ero un attore di teatro tedesco, iniziai a recitare in ruoli minori a Berlino a soli 15 anni, amavo stare in scena, era l\u2019unica cosa che mi teneva davvero in vita. <br \/>Per\u00f2 non mi pagava il cibo, l\u2019acqua, i vestiti e le serate in discoteca. Dovevo lavorare, guadagnarmi da vivere e lo facevo tagliando i capelli, ero un parrucchiere, anche se detestavo esserlo. Quando non recitavo, n\u00e8 lavoravo mi si poteva trovare nelle discoteche gay di Berlino. Ballavo come un pazzo, mi divertivo, bevevo, quasi fino a non ricordarmi pi\u00f9 nulla, ero me stesso, tutti l\u00ec eravamo noi stessi, ed era l\u2019unico posto dove davvero potessimo esserlo. L\u00ec, rinchiusi in quelle quattro mura cupe, marce e tetre, noi potevamo vivere. E ci piaceva, ci piaceva cos\u00ec tanto. Sapevamo di rischiare letteralmente la vita, ma non ci importava. Quando arrivarono al potere i Nazisti tutto intorno a noi croll\u00f2, ce lo aspettavamo, sapevamo che quel momento presto sarebbe arrivato, ma non eravamo davvero pronti: come si pu\u00f2 essere pronti ad essere perseguitati per ci\u00f2 che si \u00e8?<\/p>\n<p>I bar gay vennero chiusi, tutti. Non avevamo pi\u00f9 posti dove andare a nasconderci da un mondo che ci considerava depravati e malati. Non ci rimaneva che combattere, non ci rimaneva che resistere. Alcuni omosessuali, soprattutto quelli di origine ebraica, venivano uccisi da \u201cteppisti\u201d nazisti. Molti di questi guadagnavano la nostra fiducia, si fingevano amici, a volte si fingevano omosessuali, e poi ci uccidevano senza piet\u00e0.<\/p>\n<p>Ho visto morire persone che consideravo fratelli. Un pezzo del mio cuore mor\u00ec insieme a \u201cSusi\u201d, una drag queen mia amica che venne accoltellata brutalmente sotto il mio sguardo. Se chiudo gli occhi, ancora rivedo quella scena, non me la dimenticher\u00f2 mai, dopo 60 anni fa ancora troppo male.<\/p>\n<p>Nel 1936 fui arrestato, paragrafo 175 del Codice Penale, condannava l\u2019omosessualit\u00e0. Avevano vinto loro, erano riusciti a farci condannare dalla legge, eravamo in trappola. <br \/>Fui imprigionato nel campo di Neusustrum dove lavoravo 12 ore al giorno. Ci trattavano come animali, peggio di animali. Il male lo vedevo negli occhi di quei giovani nazisti, <br \/>era come se non fossero in loro, come se una forza maligna li avesse posseduti. Riuscii a essere rilasciato dopo 15 mesi, ebbero piet\u00e0 di me. Dicevano che ero forte fisicamente <br \/>e giovane, che potevo servire.<\/p>\n<p>Nel 1943 fui denunciato alla Gestapo da due ragazzi che credevo amici, venni giudicato di nuovo, per\u00f2 fui rilasciato dopo 8 mesi grazie all\u2019intervento di un mio amico che testimoni\u00f2 a mio favore e compr\u00f2 il giudice. Fui chiamato a servire nell\u2019esercito, ma ero continuamente preso di mira, i miei commilitoni erano a conoscenza delle condanne che avevo subito e del perch\u00e9. Brutte parole, scherzi, botte, non ce la facevo pi\u00f9. Dopo l\u2019ennesima ingiustizia, rischiavo di impazzire. Se i miei commilitoni non avessero saputo della mia omosessualit\u00e0 sarebbe stato tutto pi\u00f9 facile. Invece per loro ero malato, per loro non meritavo di vivere, non meritavo la stessa dignit\u00e0. Ma io mi chiedevo perch\u00e8? Cosa avevo fatto di male? <br \/>Perch\u00e9 dovevo avere colpe per il solo fatto di provare attrazione verso gli altri uomini? Mi chiedevo perch\u00e8 non capissero, soprattutto in mezzo a tutto quell\u2019orrore? Ci\u00f2 che contava davvero non doveva essere l\u2019amore? Decisi che non mi sarei mai pi\u00f9 piegato al loro volere, che non avrei mai avuto vergogna di me stesso. Non volevo pi\u00f9 sopportare tutto quello, piuttosto sarei stato disposto a morire. Decisi di disertare e lo feci due volte. Alla fine mi spedirono in un campo di battaglia molto pericoloso, era una punizione, volevano uccidermi, e ci provarono in tutti i modi. Morirono quasi tutti, ma io no, riuscii a sopravvivere.<\/p>\n<p>Venni protetto, da non so da chi, non so da cosa, ma io una protezione su di me la sentivo. Dopo la guerra, tutto cominci\u00f2 a cambiare, aprii un mio piccolo teatro.<\/p>\n<p>Vinsi io.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Harry Pauly di Tosca Cellini Ero un attore di teatro tedesco, iniziai a recitare in ruoli minori a Berlino a soli 15 anni, amavo stare in scena, era l\u2019unica cosa che mi teneva davvero in vita. Per\u00f2 non mi pagava il cibo, l\u2019acqua, i vestiti e le serate in discoteca. 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